Sono incazzato. E l’incazzatura è il momento più adatto per scrivere. Per fortuna che tengo sempre sotto un pezzo di carta per scrivere. Ti senti libero di sputare tutto il veleno che hai in corpo, come se i freni inibitori che tua madre ti ha inculcato con tanta fatica e abnegazione non fossero mai esistiti. Come se tu fossi l’unico a capire, colui che può guardare gli altri dall’alto del cucuzzolo. Sono incazzato senza motivo, anzi c’è un motivo: la gente. Stasera a Guiglia era pieno di troie camuffate da brave ragazze, che sorridevano civettuole e sembravano tutte amiche, anche se in realtà si odiavano, gimnos che parlavano nel loro incomprensibile codice da pompati, sorridendo ricurvi sui loro pettorali, adulti un po’ troppo stagionati per le ragazzine ma con l’ormone ancora vigoroso, forse perché da giovani non lo hanno usato a dovere. C’era dave, colui-che-quando-era-amico-dell’ele-non-era-nessuno-era-solo-un-gay-che-aveva-fatto-una-pompa-a-un-tipo-ma-adesso-è-un-figo-quindi-l’ele-non-gli-serve-più-e-adesso-è-amico-con-quella-troia-della-torri, dio solo sa quanti litri di sperma ha visto passare il suo tubo digerente, altro che dieta proteica a base di formaggi. Ah, ho sentito che la Torri e la Bruzzi hanno fatto pace dopo un anno di allontanamento per via di quel triangolo indesiderato! Ah erEano all’alice quando hanno fatto pace! Ah! Erano ubrache! Ah! Non si ricordano niente? Ah, capito. Volete conoscere altra gente che mi fa incazzare? Quelli che raccontano delle loro ubriacature. Teorema di murro: il racconto di una ubriacatura per essere interessante deve contenere almeno uno di questi punti
Se il racconto non include almeno uno di questi punti, è da considerare merda. Si, perché a me non chiava niente che tu sia stato 3 ore a ballare con le braccia alzate facendo stupidi coretti da stadio, cosa che sono capaci di fare tutti persino da sobrio. Io voglio vette di inaudita scemenza, irraggiungibili picchi di indecenza e volgarità, se non hai questi da offrirmi allora vai a bere un altro angelo azzuro e poi magari ne riparliamo. Si perché alla fine cosa offre una discoteca, se non un porto franco dove potersi ubriacare per produrre storie che verranno ricordate per tutta la vita (sempre che ce le si ricordi il giorno dopo): in discoteca non puoi parlare, non puoi avere rapporti sociali che vadano al di la del puro rapporto fisico, non puoi essere divertente, non puoi essere serio, non puoi essere niente, sei solo un bamboccio che balla seguendo la massa, neanche la musica. Quindi per piacere smettila di urlare, ubriaco di merda, e vai a farti fare un pompino in bagno da una nigeriana con i labbroni, perché noi siamo meglio di te persino da sobri, siamo così fuori che in una festa in una villa stiamo in giardino, e se la festa è in giardino siamo in strada, perché siamo più fuori di te, anche se tu hai in corpo 1 litro di birra, hai un ovulo di coca infilato su per il culo, 10 grammi di erba nello stomaco, 4 in circolo nel sangue e anche se sudi vino. Esaltati di merda, sapete vivere solo così. Sono così incazzato senza motivo che mi verrebbe da andare in giro a mandare a fanculo qualsiasi persona che incontrerei, e sono sicuro che troverei un motivo valido per tutte. Poi, dopo avere smaltito la rabbia, mi verrebbe voglia di prendere una macchina che non posso guidare perché sprovvisto di patente, andare a Samone, prendere la Wawa, guidare fino a Livorno ascoltando i live di Vasco, Battisti, Dalla e Venditti, aspettare al buio un traghetto per la Sardegna e partire, come facevo e ho fatto fino all’anno scorso con i miei genitori; se era bello con loro, non immagino neanche come potrebbe essere nella versione deluxe appena immaginata.
è da un mese che non aggiorno il mio blog. Come sempre, non riesco a fare una cosa continuativa, perché non riesco a mantenere l’impegno che vi metto per un tempo lungo. Mi annoio. E visto che il blog deve essere una cosa più terapeutica, fatta più per me che per gli altri, non ho visto il motivo di continuare. Forse all’inizio lo avevo fatto solo per esaltare il mio inutile ego, una enorme montagna grigia che assomiglia ai mercati finanziari islandesi, quattro volte superiori all’economia reale: si perché la Laura mi ha aperto paradossalmente un mondo di impegno e serietà, rispetta alla nullafacenza, alla scontatezza, al massimo allo svogliato lavoro che conoscevo prima. Ho visto costanza, voglia, intraprendenza, rielaborazione, e io mi sentivo inferiore a tutto questo, un bamboccione destinato a non combinare nulla nella vita. E forse sarò proprio destinato a questo, se non riesco a tenere neanche un cavolo di blog che alla fine è un diario. Merda. Mi sentivo quasi tradito dall’impegno nello studio della Laura, dovevo anche io costruirmi una parte di giornata dedicata a migliorare me stesso e ad aumentare le mie conoscenze, perché si sa che sono sempre stato uno competitivo, fatto testimoniato anche dalla gara alle sorprese in atto.
Non so che percorso mentale mi ha portato a parlare di queste cose, sto scrivendo tutto talmente di getto che non mi ricordo neanche da dove sono partito, probabilmente ho iniziato a scrivere pensando a dei gibboni dalle mani blu o a dei koala maggiori dell’alaska. Non mi ricorderò sogni malati da ricovero psichiatrico come alcuni di mia conoscenza, ma anche la mia mente sa essere contorta e disordinata, eccheccavolo.
Le uniche note positive in questa serata di irosa scontatezza sono state collo e la silvia, guarda caso gli amici di sempre, che tendo tanto a sottovalutare e sminuire, dicendo che il tempo non rafforza le cose ma le distrugge. Forse non è così, almeno non con tutto. Adesso vado a letto, sono veramente distrutto.