Questa lettera ha attraversato aride depressioni baltiche, lunghe notti umide nelle foreste delle montagne rocciose, è stata rubata ed usata come carta igienica da dei cacciatori di taglie, ma il passaggio più pericoloso è stato l’ufficio delle poste italiane, da dove nessuna lettera ha mai fatto ritorno. Spero che questo foglio solitario possa sfatare il tabù e arrivare ancora leggibile (nonostante l’ortografia) a colei che l’ha ispirata.
A me piacciono troppe cose e io mi ritrovo sempre confuso e impegolato a correre da una stella cadente all’altra finché non precipito. Questa è la notte e quel che ti combina. Non avevo niente da offrire a nessuno eccetto la mia stessa confusione. La mediocrità. Volere essere tutto e non essere niente. Volere sapere tutto e non comprendere niente.
Quanto cazzo è bella questa frase; è di Kerouac (a parte l’ultima parte). Ecco, forse dovrei un po’ fermarmi, e capire che non si può fare tutto nella vita, bisogna selezionare, perché non abbiamo tempo, è il tempo che regola tutto, è colui che amministra meglio il proprio tempo che vive al meglio. Dovrei riflettere su cosa è veramente importante per me adesso, rallentare il ritmo di tutto quello che sto facendo e riflettere, cazzo. Beh ieri guardando le stelle non ho visto stelle cadenti, solo stelle scadenti, ma io cazzo dico che quel tempo non è stato sprecato, perché ho potuto pensare e ho capito che io ti voglio, e che devo smetterla di porre sempre l’attenzione su di me e devo considerare di più i tuoi bisogni, altrimenti restano tutte parole. Forse è per questo che siamo tanti attirati dalle lettere scritte a mano e da tutte le cose manuali, perché essendo più lente da fare ti consentono di pensare di più, di renderle più vere, di andare oltre alla forma.
Ti voglio, voglio sentire la tua risata mentre parliamo, voglio la pazzia, perché di razionalità ne abbiamo già troppa, voglio le tue unghie piantate nella schiena, voglio la tua felicità, perché la mia dipende solo dalla tua. Voglio sapere tutto di te, nei più profondi meandri, per riuscire a capirti davvero, a consolarti, farti ridere, ascoltarti veramente senza addormentarmi. Voglio la tua fiamma sulla mia pelle e dentro di me, in modo che bruci tutto e mi renda un uomo nuovo e migliore. Questa cosa non l’avevo mai provata prima di te, nemmeno nei miei sogni potevo immaginare che potesse esistere una tale potenza, sono stato stregato da te e dalla tua energia cosmica. Altro che cura per il cancro, il tuo ingresso nella mia vita è stato più spiazzante del ritrovamento di un Black Lotus serie alfa in una bustina di magic da 4 euro. Mi sento così piccolo di fronte a tutto ciò che a volte penso che possa esistere un destino che ci guida, e dire questo per me normalmente sarebbe un’eresia, ma veramente è troppo potente, non può venire da due corpi mortali. Ma questa non è stata l’unica certezza che hai fatto cadere in me.
Tu elevi la mia anima, mi migliori, mi sproni solamente esistendo, togliendomi dal torpore e dall’apatia che naturalmente mi immobilizzerebbe.