i romantici affermavano che il sublime, quella sensazione di impotenza e rassegnazione che ci coglie quando ci dobbiamo confrontare con qualche cosa che va oltre le nostre capacità di controllo e definizione razionale, era raggiungibile attraverso il terrore, generato a suo volta dall’oscurità, dall’ignoto e dall’indeterminato, o attraverso l’osservazione muta delle forze naturali, soverchianti rispetto a quelle umane. Ma vi è un’altra forza assoluta che ci sommerge e devasta le nostre passioni, e questa è quella dell’amore, davanti alla cui potenza non possiamo che restare increduli, mentre le nostre passioni vengono sballottate da un estremo all’altro come una nave in balia del mare in tempesta. Il sublime è quindi raggiungibile anche tramite lo struggimento amoroso